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Cabane de Bertol: il rifugio più esposto delle Alpi

Non è un rifugio come gli altri. La Cabane de Bertol CAS si trova a 3311 m su uno sperone di granito rosso nel cuore delle Alpi Pennine svizzere, e per arrivarci bisogna scalare gli ultimi cento metri su una serie di scale a pioli metalliche fissate nella roccia verticale. Non è una ferrata tecnica — non richiede imbrago — ma chi soffre di vertigini farà fatica. La struttura SAC (Schweizer Alpen-Club) ha sessantadue posti in camerata, una cucina semplice con pasti caldi, e una posizione che non lascia spazio all'ordinario.

Come si raggiunge

Il Bertol è normalmente raggiunto dal versante di Arolla, nel Canton Vallese: dal rifugio degli stagionali di Arolla (1998 m) si risale la Valle d'Arolla attraverso il ghiacciaio di Bertol, in circa quattro ore con equipaggiamento glaciale completo (ramponi, piccozza, corda). In alternativa, arriva al Bertol chi percorre la Haute Route alpinistica da Chamonix a Zermatt, provenendo dalla Cabane des Vignettes CAS attraverso il Col de Bertol. Quest'ultimo accesso attraversa un pianoro glaciale esposto; l'orientamento nella nebbia richiede bussola o GPS.

La scala finale — un sistema di tre rampe di scala con corrimano — si percorre quasi verticalmente. Gli zaini pesanti rendono il passaggio fisicamente impegnativo; molti alpinisti passano lo zaino a catena o lo issano con una corda. Le condizioni della scala dipendono dal ghiaccio accumulato: in primavera e inizio estate può essere coperta di ghiaccio, rendendo obbligatori i ramponi anche sull'acciaio.

La posizione e il panorama

La Cabane de Bertol occupa la sommità di uno sperone di granito rosso-arancio a forma approssimativa di dado. Intorno, su tutti i lati, il ghiacciaio di Bertol scende ripido verso le valli. La Dent d'Hérens (4171 m) domina la vista a nord-ovest; il Cervino (4478 m) è visibile in lontananza; il massiccio del Monte Rosa si staglia a est. Al tramonto le creste si colorano di rosso e arancio in una successione di sfumature che dura quaranta minuti.

Il Tête Blanche (3724 m), la cima che si scala dal Bertol per raggiungere il ghiacciaio Otemma e poi Zermatt, è raggiungibile in circa due ore. La discesa verso Zermatt per il Col de la Division e il ghiacciaio dello Zmuttbach richiede un'intera giornata di marcia su ghiacciaio con guida.

La storia del rifugio

Il primo rifugio sul Col de Bertol fu costruito nel 1898. La struttura attuale è stata ampliata e ristrutturata più volte nel corso del Novecento; l'ultima ristrutturazione significativa risale agli anni Novanta. Il nome "Bertol" sembra derivare da una parola di dialetto patois vallesano; il significato esatto è dibattuto tra i linguisti della regione.

Il Bertol è legato indissolubilmente alla storia della Haute Route alpinistica: la via da Chamonix a Zermatt per la alta quota glaciale, percorsa per la prima volta in inverno nel 1911 da un gruppo di alpinisti britannici, passa per il Col de Bertol come tappa irrinunciabile. In inverno su sci, la discesa dal Bertol verso il ghiacciaio di Bertol è una delle più tecniche della Haute Route sciistica.

La vita al rifugio

La cucina al Bertol non ha ambizioni gastronomiche ma è abbondante: minestrone, pasta con ragù, formaggio vallesano, vino rosso. La gestione estiva è affidata a giovani gardiens SAC che vivono al rifugio per tutta la stagione. La connessione con il fondovalle è via radio; in caso di maltempo il rifugio può rimanere isolato per giorni.

Le notti in camerata sono silenziose — la quota e la stanchezza della giornata glaciale garantiscono un sonno profondo nonostante la struttura spartana. La sveglia è spesso alle 3:30 per partire sull'alba: sul ghiacciaio di Bertol il ghiaccio è compatto al mattino presto e la visibilità è buona prima che le nuvole pomeridiane si formino.

Perché vale ogni passo

Il Bertol non è il rifugio più confortevole delle Alpi, non è il più accessibile, non è il più fornito. Ma è uno di quei posti dove arrivare — dopo ore di ghiacciaio, dopo le scale verticali, col vento che spinge contro la roccia — significa aver guadagnato qualcosa. La vista, la posizione, la consapevolezza di trovarsi su uno sperone di granito sospeso a oltre tremila metri nel cuore del Vallese: sono esperienze che altri rifugi, più accessibili e più comodi, non possono dare.

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Il Bertol e i rifugi del percorso Haute Route sono visibili sulla mappa interattiva del sito.

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