Sciare nelle Dolomiti: Sella Ronda, Marmolada e rifugi in inverno
Le Dolomiti in inverno sono un paesaggio diverso da quello estivo: le rocce gialle e rosa dei gruppi si trasformano in sculture bianche, i fondovalle si riempiono di impianti e piste, e i rifugi assumono un ruolo diverso — non più tappe di traversata escursionistica ma punti di sosta sulle piste, rifornimento energetico per gli sciatori, e basi di partenza per lo scialpinismo fuoripista.
La Sella Ronda
La Sella Ronda è il circuito sciistico più famoso delle Alpi: un giro di 40 km che circumnaviga il massiccio del Sella (con il Piz Boè a 3152 m), collegando i comprensori di Selva Val Gardena, Canazei, Arabba e Corvara-La Villa. La traversata completa dura una giornata a ritmo moderato; i più veloci la completano in tre ore. Il Sella Ronda non è scialpinismo — si percorre quasi interamente su piste battute e impianti — ma è un'esperienza sciistica di alta qualità nel paesaggio dolomitico.
I rifugi lungo la Sella Ronda (il Rifugio Col Pradat, l'Utia Colz, il Rifugio Col Rodella) sono punti di ristoro ma non di pernottamento durante la stagione sciistica invernale. Il soggiorno si organizza nei villaggi del fondovalle.
La Marmolada: ghiacciaio e scialpinismo
La Marmolada (3343 m), la "regina delle Dolomiti", ha il ghiacciaio più esteso delle Dolomiti — in rapido ritiro, da 17 km² nel 1900 a meno di 2 km² oggi. Il comprensorio sciistico della Marmolada raggiunge Punta Rocca (3265 m) con la funivia; la discesa su neve polverosa verso Malga Ciapela è una delle più lunghe delle Dolomiti.
Lo scialpinismo sulla Marmolada — in particolare la salita alla vetta (3343 m) via ghiacciaio — è una delle classiche invernali delle Dolomiti. La via dal Rifugio Castiglioni (2054 m) alla vetta richiede 4-5 ore su neve e ghiacciaio. Il Rifugio Contrin (2016 m) nella Val Contrin è la base alternativa per le salite sul versante nord.
I rifugi dolomitici in inverno
Molti dei rifugi estivi dell'Alta Via 1 e dell'Alta Via 2 sono chiusi in inverno. Quelli accessibili via impianti — Rifugio Lagazuoi (funivia da Falzarego), Rifugio Plan Boè (funivia da Arabba), Rifugio Nuvolau (raggiungibile da Passo Giau) — rimangono aperti durante la stagione sciistica.
I rifugi chiusi hanno spesso locali invernali accessibili, ma le Dolomiti non hanno la stessa rete di locali invernali delle Alpi tirolesi. Lo scialpinismo in zone remote delle Dolomiti richiede preparazione per pernottamenti in tenda o bivacchi.
Le opzioni di scialpinismo dolomitico
Oltre alla Marmolada, le zone di scialpinismo più interessanti nelle Dolomiti includono:
Il gruppo del Sella: il ghiacciaio della Marmolada, il ghiacciaio del Boe, le discese fuoripista dalle Cinque Torri di Averau verso il Falzarego. Non sono terreni di ghiacciaio esteso ma offrono pendii ampi e orientamenti variati.
Il gruppo del Latemar: un massiccio poco conosciuto tra Moena e Predazzo con ottime possibilità di fuoripista su pendii boschivi. Non richiede attrezzatura da ghiacciaio.
Il Civetta e il Pelmo: i due massicci più isolati dell'Alta Via 1 offrono scialpinismo meno frequentato su pendii a orientazione varia. I Rifugio Coldai e Rifugio Tissi sono chiusi in inverno; le salite si organizzano in giornata dal fondovalle.
La Settimana Bianca nei rifugi
Diversi rifugi delle Dolomiti offrono soggiorni "settimana bianca" in inverno: pernottamento, sci giornaliero nel comprensorio, cena e colazione. Non è scialpinismo nel senso tecnico, ma è un modo per vivere l'alta quota dolomitica in inverno senza la logistica dello scialpinismo. Il Rifugio Dresdner Hütte nello Stubai, accessibile via funivia, è il modello più frequentato di questo tipo.
Esplora sulla mappa
I rifugi dolomitici aperti in inverno e i punti di accesso allo scialpinismo sono sulla mappa interattiva.