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Scialpinismo e rifugi invernali

L'alpinismo invernale e lo scialpinismo hanno una logica di rifugio propria. In inverno, la maggior parte dei rifugi gestiti è chiusa: il gestore è sceso a valle, le strade di accesso sono innevate e le strutture sono state messe in conservazione per la stagione fredda. Quello che rimane è il Winterraum — il locale invernale — un piccolo spazio autonomo che consente a scialpinisti e alpinisti invernali di pernottare senza servizi, con le proprie scorte. Capire come funziona questo sistema, e rispettare le regole della sicurezza in valanga che lo accompagnano, è la base per qualsiasi attività fuori pista in inverno.

Il Winterraum: cos'è e come funziona

Il Winterraum (locale invernale, in italiano anche "locale di emergenza") è uno spazio separato del rifugio principale, mantenuto accessibile tutto l'anno. Di solito contiene da 6 a 20 cuccette con materassi, coperte, una stufa a legna o a gas, pentole, un lavandino, e talvolta una piccola dispensa con alimenti secchi di emergenza. Non ci sono pasti preparati, non c'è personale, non c'è riscaldamento automatico.

L'accesso avviene tramite una chiave depositata in fondovalle, o — nelle strutture più moderne del SAC — tramite la tessera NFC del club. Prima di ogni traversata invernale che prevede l'uso di locali invernali, recuperare le informazioni aggiornate sull'accesso di ogni struttura: la chiave può essere depositata a un albergo, a un ufficio del club, o a un rifugio di fondovalle. I siti del SAC (sac-cas.ch), dell'ÖAV (alpenverein.at) e del CAI (cai.it) contengono le informazioni necessarie per ogni struttura.

L'attrezzatura di sicurezza valanghe: il trio indivisibile

In qualsiasi uscita scialpinistica in ambiente innevato al di fuori delle piste battute, l'ARTVA (Apparecchio di Ricerca dei Travolti in Valanga), la pala da neve e la sonda formano un set indivisibile. Portarne solo due dei tre è equivalente a non portarne nessuno: senza ARTVA non si localizza il travolto, senza sonda non si individua la profondità esatta, senza pala lo scavo manuale nella neve compattata richiede un tempo che nella maggior parte dei casi supera la finestra di sopravvivenza.

L'ARTVA deve essere portato indosso (non nello zaino) e in modalità trasmissione per tutta la giornata. Prima di ogni uscita, verificare le batterie (soglia minima 50%, ideale 80%) e fare un test di funzionamento del gruppo. Gli ARTVA moderni a tre antenne hanno ridotto i tempi di ricerca enormemente rispetto alla generazione precedente: imparare a usare il proprio dispositivo prima di trovarsi in una situazione reale è parte dell'attrezzatura, non un optional.

Il metodo 3x3 per la valutazione del pericolo valanghe

Il metodo 3×3, sviluppato da Werner Munter e standardizzato dalla formazione scialpinistica europea, è il sistema di valutazione del rischio valanghe più usato nelle scuole di alpinismo. Il nome indica tre filtri applicati in tre scale temporali diverse:

A scala di pianificazione (giorni prima): consultare il bollettino valanghe (in Italia AINEVA, in Svizzera SLF, in Austria LWD), valutare l'esposizione e la quota delle tappe, identificare i versanti critici.

A scala di avvicinamento (ore prima): osservare i segni sul terreno — attività valanghiva recente, crepature da carico, suoni di whumping sotto gli sci (assestamento del manto nevoso). Aggiornare la valutazione rispetto al bollettino.

A scala locale (minuti prima): valutare il singolo versante da attraversare o salire. Angolo, esposizione, carico recente, segni superficiali. Decidere se il rischio è accettabile.

Il grado di pericolo del bollettino va da 1 (debole) a 5 (molto forte). Il grado 3 (marcato) è quello con il maggior numero di incidenti in assoluto: non perché sia il più pericoloso in assoluto, ma perché è il grado al quale scialpinisti esperti continuano a uscire.

Le grandi traversate invernali

Le Alpi ospitano diverse traversate scialpinistiche classiche che si appoggiano ai locali invernali dei rifugi. Queste sono le più note:

L'Alta Via dell'Ortler (Ortler Skirunde) è una traversata circolare nel gruppo dell'Ortles-Cevedale in Alto Adige, con più varianti di 5-8 giorni che collegano rifugi tra i 2000 e i 3200 metri. Le tappe includono il Rifugio Città di Milano, il Rifugio Casati (3269 m), il Rifugio Vioz e il Rifugio Serristori, con dislivelli giornalieri di 1000-1500 metri su terreno glaciale. Richiede attrezzatura completa (piccozza, ramponi, corda, ARTVA) e competenza alpinistica consolidata.

La Haute Route invernale da Chamonix a Zermatt è la traversata scialpinistica più famosa del mondo: circa 120 km, 7-8 giorni, con un dislivello positivo cumulato di circa 12.000 metri. I rifugi intermedi (Cabane du Trient, Cabane de Prafleuri, Cabane des Dix, Cabane des Vignettes) usano i locali invernali fuori stagione o aprono in forma gestita per la traversata primaverile (marzo-aprile). La primavera alpina — da fine marzo a fine aprile — è la stagione ottimale per questa traversata: neve stabilizzata, giornate lunghe, rischio valanghe in calo.

La Silvretta Hochalpenroute è una traversata di 4-5 giorni nel gruppo della Silvretta tra Austria e Svizzera, con rifugi DAV/ÖAV e SAC che aprono in forma custodita per la stagione primaverile. Tecnicamente meno impegnativa della Haute Route, è la traversata di avvicinamento ideale per chi vuole familiarizzare con il terreno glaciale alpino.

Vettovagliamento in autogestione

Per una traversata invernale di 5-7 giorni in locali invernali, il vettovagliamento deve essere pianificato con precisione. Non si trova nulla in vendita in quota fuori stagione. La regola base: calcolare 3500-4500 kcal/giorno (il metabolismo in freddo e in sforzo è significativamente più elevato che in estate), con prevalenza di alimenti ad alta densità calorica — cioccolato fondente, noci, salame secco, formaggio a pasta dura, liofilizzati, pasta. Portare più gas del previsto (le cartucce perdono il 30-40% di efficienza al di sotto di 0°C), un accendino di riserva e una borraccia termica.

Lasciare nei locali invernali solo alimenti non deperibili e in confezioni chiuse. Non lasciare gas parzialmente usato se non è garantito che l'uscita successiva lo trovi prima della scadenza: il gas vecchio in una cartuccia arrugginita è un rischio inutile.

Trovare i rifugi sulla mappa

Usare la mappa per identificare i rifugi con locale invernale lungo i percorsi di interesse, verificare la quota e trovare i contatti per il ritiro delle chiavi. Pianificare ogni traversata invernale con margini di tempo abbondanti: il meteo invernale in quota cambia rapidamente, i percorsi chiusi per pericolo valanghe sono imprevedibili, e la riserva di un giorno in più in un locale invernale può fare la differenza tra una traversata completata e una evacuazione.