Via ferrata e rifugi alpini
Le via ferrata sono il punto di incontro tra l'escursionismo e l'alpinismo: percorsi attrezzati con cavi d'acciaio, staffe metalliche, scale e ponti tibetani che rendono accessibili pareti verticali e creste esposte senza richiedere la tecnica dell'arrampicata libera. Nelle Dolomiti e nelle Prealpi, le via ferrata sono anche il motivo per cui molti rifugi esistono: costruiti come base logistica per le salite attrezzate, costituiscono il sistema di supporto senza il quale la maggior parte di questi percorsi non sarebbe praticabile.
L'attrezzatura per la via ferrata
Il kit da ferrata si compone di tre elementi obbligatori:
La longe assorbi-energia (in inglese via ferrata lanyard) è un dispositivo a forma di Y con due bracci, ciascuno terminante con un moschettone a leva. Il nodo o il nastro centrale assorbe l'energia in caso di volo, riducendo la forza d'impatto sul corpo da valori potenzialmente letali (10-14 kN su una caduta ferrata senza assorbitore) a valori tollerabili (sotto i 6 kN). La longe si agancia al cavo con un braccio per volta, alternando i moschettoni man mano che si supera ogni ancoraggio. Non si usa mai un moschettone singolo direttamente sulla via ferrata: è inutilmente pericoloso.
Il casco da via ferrata (omologato EN 12492) protegge dai detriti che cadono dall'alto, un rischio costante sulle vie attrezzate frequentate. Non usare casco da bicicletta.
L'imbrago da via ferrata (EN 12277) deve essere omologato per l'uso su fune; gli imbraghi da arrampicata sportiva sono tecnicamente adeguati, ma quelli specifici per ferrata hanno spesso l'attacco anteriore in posizione rialzata per ridurre la pressione sull'addome in caso di caduta.
Le gradazioni
Esistono due sistemi di gradazione principali per le via ferrata alpinistiche:
Il sistema Schall, usato prevalentemente in Austria e Germania: da A (facilissimo, sentiero attrezzato) a E (estremo, arrampicata su cavo). Le via ferrata classiche stanno tra B e D.
Il sistema Hüsler, adottato da guide e riviste specializzate in Svizzera e usato anche in Italia: da F (facile) a EX (estremo). Corrisponde grosso modo al sistema Schall con denominazioni diverse.
In Italia, il CAI usa una classificazione semplificata: Facile, Poco difficile, Abbastanza difficile, Difficile, Molto difficile, Estremamente difficile. Per un ferratista con buona forma fisica e nessuna esperienza alpinistica precedente, le gradi "Abbastanza difficile" (AD) sono il limite consigliabile nelle prime uscite.
I rifugi-base per le via ferrata classiche
Rifugio Lagazuoi — Via ferrata del Lagazuoi, Dolomiti — 2752 m
Il Rifugio Lagazuoi è la base per la via ferrata del Lagazuoi, ma anche per le gallerie della Prima Guerra Mondiale scavate nella montagna dal 1915 al 1917. La ferrata stessa è di grado medio (C nel sistema Schall), ma le gallerie — percorribili con frontale e senza attrezzatura da ferrata — sono una delle esperienze più singolari delle Dolomiti. Il rifugio a 2752 m è raggiungibile anche con la funivia dall'Armentarola.
Rifugio Tofana, Tofane — 2683 m
Il Rifugio Giussani sulla Tofana di Rozes (2683 m) è la base per la via ferrata Lipella (D, Hüsler) e per la via normale alla Tofana di Rozes (3225 m), la cima più alta delle Tofane. L'avvicinamento dal Passo Falzarego o dalla Val Costeana è accessibile; la ferrata richiede buona tecnica e assenza di vertigini sulla traversata sommitale.
Rifugio Falier, Marmolada — 2074 m
Il Rifugio Falier ai piedi della Marmolada (3343 m) è la base per la via ferrata della Marmolada (ferrata Eterna) e per l'accesso alla via normale al Punta Penia. La Marmolada è il tetto delle Dolomiti: il ghiacciaio sommitale si sta riducendo rapidamente. La ferrata sale il contrafforte sud-est fino al Rifugio Punta Penia (3250 m) con esposizione notevole (D).
Rifugio Tuckett, Dolomiti di Brenta — 2272 m
Il Rifugio Tuckett è la principale base per le via ferrata del gruppo di Brenta. Le Bocchette — Via delle Bocchette Alte (D/E), Via delle Bocchette Centrali (C/D) e Via Foxi (B/C) — sono le traversate attrezzate più famose delle Dolomiti per la continuità, la vista e la varietà tecnica. Il set da ferrata è obbligatorio; il casco è indispensabile per le cadute di sassi sotto le pareti della Crozzon.
Rifugio Pisciadù, Sella — 2585 m
Il Rifugio Pisciadù, raggiungibile dalla Val Badia o con la funivia da Corvara, è la base per la via ferrata del Pisciadù (C) e per il Sentiero attrezzato del Sella. Il gruppo del Sella, con le sue pareti verticali e i pianori sommitali, offre una varietà di percorsi attrezzati adatti a diversi livelli. La posizione centrale rispetto alle Dolomiti lo rende ideale per combinare più percorsi.
Partire presto, scendere prima dei temporali
La regola di sicurezza fondamentale per le via ferrata in quota è la stessa che vale per qualsiasi percorso alpinistico: partire presto e rientrare al rifugio entro le 14:00. I temporali pomeridiani sulle Dolomiti e sulle Prealpi alpine sono sistematici in estate, con fulminazione su creste esposte e scarica di grandine che trasforma i cavi in scivoli pericolosi.
Non iniziare una via ferrata impegnativa dopo le 10:00 se non si è certi di poterla completare entro mezzogiorno. In caso di nuvole in crescita, non aspettare che il temporale sia visibile: la fulminazione precede di minuti il fronte nuvoloso diretto.
Pianificare con la mappa
Usare la mappa per individuare i rifugi nelle vicinanze delle via ferrata di interesse, verificarne la quota e pianificare un accesso che consenta una partenza mattutina. La maggior parte delle via ferrate classiche delle Dolomiti si trova a 1-3 ore di cammino dal rifugio-base: pernottando sul posto si eliminano le lunghe marce di avvicinamento e si è in posizione ottimale per partire all'alba.