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Monte Rosa Hütte: il rifugio più sostenibile delle Alpi

Quando fu inaugurata il 26 settembre 2009, la Monte Rosa Hütte era il rifugio alpino più avanzato architettonicamente mai costruito. La struttura — progettata da un consorzio di architetti e ingegneri dell'ETH di Zurigo (Studio Monte Rosa: Andrea Deplazes, Daniel Ladner, Philip Lüscher) — ha la forma di un cristallo di ghiaccio multifaccettato rivestito di alluminio specchiante. A 2883 m sul ghiacciaio del Gorner, vicino a Zermatt, produce il 90% dell'energia che consuma da fonti rinnovabili. In vent'anni di rifugi alpini, nessun altro edificio ha cambiato così radicalmente le aspettative su quello che un rifugio di montagna può essere.

Il progetto architettonico

L'incarico all'ETH di Zurigo fu dato dal SAC (Schweizer Alpen-Club) nel 2004. L'obiettivo era sostituire il vecchio rifugio del 1895 con una struttura che riducesse drasticamente l'impatto ambientale in una zona UNESCO (Jungfrau-Aletsch). La sfida era tecnica e concettuale insieme: costruire a 2883 m su un costone di roccia instabile, approvvigionare il cantiere solo via elicottero, creare un edificio che resistesse a venti di oltre 200 km/h e a carichi di neve straordinari, e fare tutto questo con i migliori standard di sostenibilità disponibili nel 2004-2009.

La forma a cristallo fu scelta per ragioni funzionali oltre che estetiche: le superfici angolate disperdono i carichi del vento in modo più efficiente di una struttura rettangolare. La facciata in alluminio specchiante riflette il paesaggio circostante — ghiacciaio, roccia, cielo — integrandosi visivamente nell'ambiente invece di contrastare con esso. La struttura portante è in acciaio; l'isolamento è in un materiale composito di nuova generazione.

Il sistema energetico

Il 90% dell'energia della Monte Rosa Hütte proviene da tre fonti: pannelli fotovoltaici integrati nella facciata sud, collettori solari termici per il riscaldamento dell'acqua, e un sistema di recupero del calore dall'aria di scarico. Il 10% residuo viene da un generatore diesel per i giorni di nuvolosità prolungata.

Il sistema di gestione dell'acqua è sofisticato quanto quello energetico: l'acqua piovana e di fusione della neve viene raccolta, filtrata e usata sia per il consumo potabile (dopo ulteriore trattamento) che per i servizi igienici. Le acque reflue vengono trattate in loco con un sistema biologico che riduce al minimo l'impatto sul ghiacciaio sottostante. Il tasso di riciclo interno supera l'80%.

La struttura

La Monte Rosa Hütte ha 120 posti letto distribuiti su tre piani, con camerate da sei e da quattro. La facciata orientale — vetrata su gran parte della superficie — offre una vista spettacolare sul ghiacciaio del Gorner e sulle cime del gruppo del Monte Rosa: Dufourspitze (4634 m), Signalkuppe (Punta Gnifetti, 4554 m), Zumsteinspitze (4563 m). La sala comune, sul lato est, è il posto migliore delle Alpi per fare colazione guardando le cime illuminate.

La cucina è gestita con standard gastronomici superiori rispetto ai rifugi tradizionali: menù bilingue (tedesco-francese), ingredienti locali quando possibile, vino vallesano. La cantina è rifornita in elicottero insieme al resto dell'approvvigionamento.

Come ci si arriva

La Monte Rosa Hütte è accessibile dal Rotenboden (stazione della ferrovia Gornergrat) o dal Rifugio Gnifetti in circa tre ore su ghiacciaio con ramponi. Il percorso da Zermatt via Rotenboden è il più frequentato; la discesa dal Monte Rosa Hütte verso Zermatt si può fare anche via Rotenboden o via il ghiacciaio di Findelgletscher. Il sito web del SAC fornisce informazioni aggiornate sulle condizioni del ghiacciaio e sullo stato del percorso.

L'impatto sul mondo dei rifugi

La Monte Rosa Hütte ha accelerato un processo di ripensamento dei rifugi alpini che era già in corso. Dopo il 2009, diverse sezioni SAC, DAV e ÖAV hanno commissionato ristrutturazioni o nuove costruzioni con standard energetici elevati. Il Refuge du Goüter sul Monte Bianco (2014), la Cabane des Vignettes ristrutturata (2013), la Tracuit nel Vallese — tutte queste strutture portano tracce dell'influenza del modello Monte Rosa Hütte.

La capacità di dimostrare che l'alta sostenibilità è compatibile con il confort dei rifugi — anzi, che il confort può migliorare grazie a sistemi energetici affidabili — ha cambiato le aspettative sia dei gestori che degli ospiti. La Monte Rosa Hütte riceve ogni anno visite di architetti, ingegneri energetici e gestori di rifugi provenienti da tutto il mondo che vengono a studiare il modello.

Prenotazione

Le prenotazioni si effettuano tramite Alpsonline (SAC). I soci SAC, CAI, DAV e ÖAV hanno tariffa ridotta. I posti si esauriscono in anticipo nei weekend di luglio e agosto; in settimana è spesso possibile trovare posto con due o tre giorni di anticipo. Portare sacco lenzuolo.

Esplora sulla mappa

La Monte Rosa Hütte e i rifugi del gruppo del Monte Rosa svizzero sono sulla mappa interattiva.

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