Prevenzione del mal di montagna: guida pratica
Il mal di montagna (Acute Mountain Sickness, AMS) colpisce una percentuale significativa di persone che salono ad alta quota senza acclimatazione adeguata. Non è una questione di forma fisica: anche alpinisti allenati e in ottima salute possono soffrire di AMS, mentre sedentari possono salire al Monte Rosa senza problemi. La suscettibilità individuale è determinata in larga parte dalla genetica. Quello che si può controllare è il ritmo di ascesa e il rispetto delle regole di acclimatazione.
Cos'è l'AMS e come riconoscerlo
L'AMS è causato dalla riduzione della pressione parziale dell'ossigeno con l'aumentare della quota. Al di sopra dei 2500 m, il corpo deve adattarsi producendo più globuli rossi e modificando la chimica del sangue — un processo che richiede giorni o settimane. Se si sale troppo velocemente, il sistema di adattamento è in ritardo rispetto alla quota effettiva.
I sintomi più comuni sono:
- Cefalea (il sintomo principale e obbligatorio per la diagnosi)
- Nausea o vomito
- Stanchezza sproporzionata allo sforzo
- Capogiri o sensazione di instabilità
- Disturbi del sonno e respiro periodico notturno (respiro di Cheyne-Stokes)
Il Lake Louise Score (LLS) è il sistema di valutazione più usato in ambito clinico e dai medici dei rifugi. Assegna un punteggio da 0 a 3 a ciascuno dei sintomi principali; un LLS di 3 o più con cefalea presente è diagnostico per AMS. I rifugi come Thorong High Camp in Nepal o Laugavegur in Islanda applicano questo schema per decidere se un ospite dovrebbe scendere o aspettare.
La regola dell'altitudine per il sonno
La regola fondamentale dell'acclimatazione è semplice: l'altitudine di sonno non deve aumentare di più di 300 m al giorno sopra i 3000 m. Questo significa che se ieri notte si è dormito a 3000 m, stasera si può dormire al massimo a 3300 m. I rifugi più distribuiti sull'Alta Via 1, sullo Stubai Höhenweg o sulla Walker's Haute Route rispettano spesso questo principio per naturale coincidenza del percorso; gli itinerari nell'Himalaya o sulle Ande richiedono pianificazione esplicita.
La regola "salire alto, dormire basso" è una variante: si può salire durante il giorno fino a quote superiori (escursioni di acclimatazione) purché si torni a dormire a un'altitudine inferiore. Questo è il principio usato al campo base del Rainier e nei trekking himalayani.
Il dibattito sul Diamox
L'acetazolamide (Diamox) è il farmaco più usato per prevenire il mal di montagna. È un diuretico che accelera l'acclimatazione inducendo una leggera acidosi metabolica, che stimola il respiro. La dose profilattica standard è 125-250 mg due volte al giorno, iniziando 24 ore prima della salita.
Il dibattito sulla sua utilità nei rifugi alpini europei è reale: a quote sotto i 3500 m, l'incidenza di AMS grave è bassa e il Diamox può causare effetti collaterali fastidiosi (formicolio alle mani e ai piedi, sapore metallico, aumento della diuresi). La maggior parte dei medici di montagna europei lo consiglia per quote sopra i 3500 m oppure per persone con storia documentata di AMS.
Per il Khumbu nepalese, l'Aconcagua e gli Ottomila, il Diamox è quasi universalmente raccomandato dai medici di spedizione. Per i rifugi delle Alpi — Rifugio Capanna Regina Margherita, Rifugio Gnifetti — è opportuno discuterlo con il proprio medico prima.
La regola di discesa: quando si applica
La regola di discesa è non negoziabile: chiunque mostri sintomi di AMS grave (HACE o HAPE) deve scendere immediatamente, anche di notte, anche con brutto tempo, anche parzialmente. Non si aspetta di vedere se migliora con il riposo. Non si aspetta il mattino.
L'HACE (High Altitude Cerebral Edema) è il peggioramento neurologico dell'AMS: atassia (difficoltà a camminare in linea retta), alterazione della coscienza, confusione. L'HAPE (High Altitude Pulmonary Edema) è l'edema polmonare: respiro difficoltoso a riposo, tosse con espettorato roseo, cianosi. Entrambi sono emergenze mediche che richiedono discesa immediata (minimo 300-500 m verticali) e, se disponibile, ossigeno supplementare.
Acclimatazione pratica nei rifugi
Prima di pernottare a quota sopra i 3000 m, le buone pratiche sono: bere molta acqua (la disidratazione peggiora l'AMS), evitare alcol nella prima notte, evitare sedativi e sonniferi (riducono la stimolazione respiratoria), e fare un'escursione di acclimatazione nel pomeriggio dell'arrivo (salire 200-300 m sopra il rifugio e poi tornare).
I rifugi come il Thorong High Camp in Nepal, il Rifugio Gnifetti, la Capanna Margherita e i rifugi dell'Aconcagua dispongono di medici o infermieri durante la stagione di punta. L'Himalayan Rescue Association gestisce stazioni mediche permanenti a Namche, Manang, Pheriche e Dingboche con briefing gratuiti sull'AMS.
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